Champagne, la genesi di un mito.

Correva l'anno 1668 qando il priore dell'Abbazia di Hautvillers, nei pressi di Reims, nominò il monaco Dom Perignon "cellario" dell'Abbazia, carica che ricoprì fino alla sua morte avventa nel 1715. In quasi mezzo secolo l'abate Dom Perignon riuscì a svilppare le tecniche viticole nei vasti vigneti di proprietà dell'Abbazia e mise a punto la vinificazione in bianco dei vitigni a bacca rossa come il pinot nero e il pinot meunier, e introdusse il concetto di cuvèe, che prevede l'assemblaggio di vini di diversa provenienza in un sistema armonioso. Al contrario di quello che viene comunemente affermato nè lui nè il suo amico e collaboratore Dom Ruinart furono gli artefici certi della tenica di spumantizzazione dei vini. Dalle cantine dell'Abbazia uscivano infatti vini "tranquilli", in bottiglie tappate per la prima volta con tappi di sughero. Lo Champagne spumantizzato nacque probabilmente per la prima volta nel 1720, quando i vigneron della zona scoprirono che imbottigliando il vino a fermentazione non completamente ultimata si potevano imprigionare nella bottiglia, proprio per merito di quei tappi di sughero a perfetta tenuta, le bollicine di anidride carbonica prodotte nella fase finale del processo fermentativo. Nel '700 iniziarono a nascere via via le imprese commerciali e lo Champagne entrò così nel mondo dei salotti, dell'aristocrazia e della nobiltà. Fino agli anni 50 dell' '800 tutto lo Champagne era decisamente dolce, il primo vero Champagne secco, come lo conosciamo noi oggi, venne prodotto da Madame Pommery nel 1874, sconvolgendo la Londra vittoriana come un ciclone.

Il territorio

La regione dello Champagne si trova a 145 chilometri da Parigi nei pressi del confine belga. L'area principale di produzione è imperniata sul dipartimento della Marna e in particolare in tre importanti zone : la "Montagna di Reims", la "Valle della Marna" e la "Côte des Blancs". Le uve utilizzate per la produzione dello Champagne sono principalmente tre: Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier. L'Arbanne e il Petit Meslier sono due vitigni tradizionali piantati ormai solo su una limitatissima superficie. Lo Chardonnnay è un'uva a buccia e succo bianchi che dà in genere vini leggeri e fini; quella però che proviene dai terreni più vocati, dai Grand Cru della Côte des Blancs come Cramant, Avize e Mesnil sur Oger dà vini di grande impatto e struttura, longevi che con l'affinamento esprimono una vastissima gamma di profumi maturi ed evoluti. La percentuale di Chardonnay nei vigneti dello Champagne si aggira attorno al 31% del totale. Il Pinot Nero è uva a buccia scura e succo bianco, dà corpo e vinosità allo Champagne ed è uno dei vitigni più difficili da coltivare. Il suolo gessoso e poco fertile della Montagna di Reims è il suo miglior habitat: Bouzy, Mailly e Ambonnay sono solo alcuni dei Cru 100% di questa zona. Nel complesso il Pinot Nero rappresenta circa il 24% del totale dei vigneti della regione. Il Pinot Meunier è un discendente diretto del Pinot Nero ma a differenza di questo è molto più resistente alle avversità atmosferiche e alle malattie. Non predilige suoli troppo magri ed ha trovato nella vallata della Marna, zona umida ed inospitale allle altre varietà, un'ottima dimora. Il 45% dei vigneti della regione sono dedicati al Pinot Meunier.

La storia degli Champagne 2

georges foret champagne

La storia degli Champagne 1

france champagne vintage poster

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